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EXPO: LA VERA SFIDA INIZIA ORA, COSA NE SARA’ DI EXPO?

EXPO: LA VERA SFIDA INIZIA ORA, COSA NE SARA’ DI EXPO?

Quello che tutti si aspettavano era il giro di boa dei venti milioni di biglietti staccati, che è stato pienamente raggiunto, ma il successo di Expo 2015 dipenderà da quello che accadrà sia nelle aree dell'esposizione sia nella città di Milano. Gli esempi più positivi sono stati le Olimpiadi di Barcellona del 1992, L'Expo di Lisbona nel 1994 e le Olimpiadi di Londra nel 2012, dove le progettazioni del post evento è avvenuto contestualmente all'evento stesso. Lavorare in anticipo potrebbe essere la chiave del successo, ma purtroppo il progetto è ancora in divenire. L'ipotesi più probabile è che nell'area destinata all'Expo sorga un polo tecnologico universitario, probabilmente spostando le aule del Politecnico tra l'Albero della Vita, Palazzo Italia e Padiglione zero. Queste sembrerebbero essere le tre strutture a rimanere. I finanziamenti dovrebbero essere in parte pubblici e in parte privati, ma tutto è ancora da decidere, non c'è ancora niente di ufficiale.

Ma come è andato l'Expo? L'esposizione a Maggio non era cominciata con il piede giusto, si portava dietro l'eco degli scandali e gli scontri con i black bloc nel giorno dell'inaugurazione non hanno certo aiutato. Le visite nei primi mesi dell'esposizione si sono dimostrate essere inferiori alle aspettative e molte persone temevano il flop. Invece così non è stato, il grosso delle presenze si è registrato da fine agosto in poi, fino a toccare un picco a settembre e a ottobre. Le ultime due settimane di ottobre si sono registrate code lunghissime, che hanno disincentivato anche chi aveva già acquistato in prevendita i biglietti a recarsi a fare visita all'Expo.

Numeri alla mano, l'Expo è stata un'attrazione soprattutto per connazionali, il 41% dei visitatori italiani è arrivato dal Nord Ovest, cioè dalle regioni limitrofi alla Lombardia.Le aspettative per le visite straniere erano del 30%, ma alla fine si è sfiorato solo il 25%. Il pubblico di Expo è stato soprattutto familiare. In generale, l'afflusso di turisti in questi mesi è cresciuto del 20% rispetto allo scorso anno. Gli afflussi ai musei hanno fatto il 50% e alcuni il 65% in più dello scorso anno. Quasi quattro milioni di turisti sono arrivati nei tre aeroporti milanesi durante il periodo estivo.

Che cosa accadrà ora? L'eredità dell'Expo 2015, secondo uno studio realizzato dalla Bocconi prima dell'avvio dell'Expo, avrebbe potuto valere oltre 6 miliardi di euro, con un impatto sul PIL italiano di 70 miliardi di euro entro il 2020 e un introito per le casse dello Stato per 11,5 miliardi di euro. Tutto questo a fronte di un investimento iniziale di 1,3 miliardi di soldi pubblici spesi per le infrastrutture dell'area e 800 milioni spesi per la gestione dell'evento.

Ora pero bisognerà fare i conti con l'ubriacatura da esposizione. Si prevede infatti una caduta delle attività soprattutto nei settori in cui hanno ottenuto i risultati migliori nell'anno dell'evento. Si prevede che molti bar e ristoranti non sopravvivranno. La stima è che molte delle circa diecimila società create andranno incontro a difficoltà economiche. Entro il 2018 una nuova società su dieci fallirà con un picco nel 2017. Ma al di là della fisiologica depressione della bolla post evento bisognerà fare i conti con quello che rimarrà di Expo. Molto dipenderà dal marketing e che cosa farà la città di Milano del nuovo brand. Non abbiamo altra scelta che stare a vedere cosa succederà.

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